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categoria: Ambiente 27 Ottobre 2020

Il Climate Clock ci ricorda quanto tempo ha ancora a disposizione la Terra

È necessario che tutti facciano la propria parte per proteggere il Pianeta e che si inizi già adesso se vogliamo avere qualche risultato nei prossimi anni e non rischiare di arrivare all’”Apocalisse climatica”. Per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'impatto dei cambiamenti climatici e sui gravissimi rischi che stiamo correndo, nei giorni scorsi sul grattacielo Metronome a Sud della Union Square di New York è apparso un particolare countdown che ha preso il nome di “Climate Clock”. Dove di solito le persone potevano camminare e vedere da un lato l'ora corrente e dall’altro il tempo mancante allo scoccare della mezzanotte, adesso possono vedere il tempo che abbiamo a disposizione per evitare che la crisi climatica diventi irreversibile, superando la soglia di riscaldamento globale in grado di scatenare catastrofi ambientali.

Abbattere gas serra promuovendo prodotti a basso impatto
La campagna promossa da due attivisti ambientalisti, Gan Golan e Andrew Boyd, in occasione della Climate Week ha già toccato diverse città e l'anno prossimo raggiungerà anche Parigi, e mira a portare in prima pagina il fatto che il nostro Pianeta ha poco più di 7 anni per cercare di fermare questo meccanismo di autodistruzione.
Il passo principale da fare è ovviamente quello di abbattere le emissioni di gas a effetto serra (CO2 e PM10) prodotti principalmente dal traffico e dai motori diesel e a benzina.
Per questo motivo ormai da tanti anni stiamo portando avanti la nostra idea e la produzione di rasaerba a basso impatto ambientale, elettrici o a GPL, per la cura del verde privato e pubblico, promuovendo la cultura ecologica.

7 anni per evitare i disastri ambientali
Sulla base di studi climatici condotti dall’ONU e da altri gruppi di ricerca sembra che l’ultima data (simbolica) per ridurre le emissioni sia il 1 gennaio 2028, oltre quella data infatti il mondo non sarà stato in grado di raggiungere l'obiettivo di contenere l'aumento delle temperature medie di 1,5° C rispetto all'epoca preindustriale.
Il superamento di questa soglia secondo diversi studi porterà all'innalzamento del livello dei mari facendo sparire intere città, a dei cicli di siccità sempre più frequenti, oltre a fenomeni climatici devastanti come alluvioni, incendi e ondate di calore sempre peggiori.

Non c’è tempo da perdere quindi, e le date fissate da Europa e Cina (2050 e 2060) per rientrare dentro parametri accettabili rischia di essere veramente troppo tardi.

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